Un viaggio epico tra intrighi, eredità e un protagonista che non voleva essere un eroe.

Introduzione
L’epic fantasy è un genere con cui ho un rapporto di amore e odio.
Sono cresciuta lanciando dadi intorno a un tavolo di Dungeons & Dragons, prima come giocatrice e poi come narratrice. Eppure, quando si tratta di libri, fatico a trovarne di davvero coinvolgenti.
Così, quando ho iniziato L’Eredità dell’Impero – Cronache del Figlio del Pianto di Nefe, l’ho fatto con un misto di curiosità e scetticismo. Temevo la solita storia che sa di “campagna di D&D trasformata in romanzo” – e di solito non è una gran scelta, ma di questo parlerò in un altro post.
E invece?
Be’, continuate a leggere.
Trama (senza spoiler)
L’elfo Zefiel vive nascosto in un’enclave, lontano da occhi indiscreti. Suo malgrado, è il discendente del folle Imperatore elfico spodestato seicento anni prima, e ora gli Imperialisti – fanatici decisi a restaurare la supremazia elfica su Mythoma – sono sulle sue tracce.
La sua vita sarebbe rimasta nell’ombra, se non fosse per il tradimento di Kyrim, il suo fidanzato, che rivela la sua posizione. Costretto a fuggire, Zefiel scopre un mondo devastato da crisi politiche, terrorismo e un collasso climatico imminente.
Non ha nessuna intenzione di fare l’eroe, ma il suo lignaggio non gli lascia scelta: ci sono segreti da svelare e un destino che lo chiama, che lui lo voglia o no.
Cosa lo rende imperdibile?
✔️ Personaggi sfaccettati e memorabili
Il cast di questo libro è enorme, eppure Nefe riesce a dare a ogni personaggio una voce distinta e una psicologia credibile. Zefiel, Lokexsus, Andrej, Klepis, la regina Oniria, Marceline, Nialoren… potrei continuare! Nessuno è una semplice comparsa, tutti hanno motivazioni e caratterizzazioni che li rendono vivi e tridimensionali.
✔️ Un viaggio epico, ma senza i soliti cliché
Qui non c’è l’eroe designato che parte per una missione gloriosa. Zefiel non vuole nemmeno essere coinvolto! La sua fuga, e non la solita “quest”, è la scintilla che accende la storia, ribaltando un trope classico dell’epic fantasy.
✔️ Uno stile narrativo immersivo
La penna di Nefe trasporta a Mythoma senza bisogno di spiegoni. Il lettore deve unire i puntini e ricostruire il mondo attraverso dettagli e dialoghi. Il lessico è ricercato ma mai pesante, rendendo la lettura avvolgente e coinvolgente.
✔️ Una rappresentazione queer naturale e autentica
Non c’è forzatura, non c’è fanservice: i personaggi queer sono costruiti con cura e coerenza.
In un panorama dove a volte si percepisce una certa artificialità, questo è un enorme punto a favore del libro.
Cosa non mi ha convinta del tutto?
❌ Un inizio un po’ debole
Il romanzo si apre con Zefiel che affronta il tradimento di Kyrim. Il problema? Il lettore non ha ancora un legame emotivo con lui, quindi è difficile immedesimarsi nel suo dolore. Se avessimo avuto qualche scena in più per conoscere meglio il loro rapporto prima del tradimento, l’impatto sarebbe stato molto più forte.
❌ Worldbuilding complesso, non per tutti
Mythoma è un mondo ricco e stratificato, e Nefe non si prende la briga di spiegartelo passo per passo: devi capirlo leggendo. Io l’ho adorato, ma chi preferisce fantasy più immediati potrebbe trovarlo ostico. Inoltre, la filosofia sulle divinità è un elemento importante della trama: se cercate il classico schema “viaggio-caccia al mostro-scontro finale”, non è il libro che fa per voi. Per leggerlo dovete essere pronti a porvi domande.
Perché dovresti leggerlo?
Se ami gli epic fantasy che non danno tutto per scontato, che ti costringono a immergerti nella storia e nei personaggi, Cronache del Figlio del Pianto è perfetto per te. Ha una trama densa, intrighi politici, relazioni approfondite tra i personaggi e un protagonista che non voleva essere un eroe, ma che non può ignorare il suo lignaggio.
Conclusione
L’Eredità dell’Impero – Cronache del Figlio del Pianto è un ottimo esordio, che colpisce per profondità e originalità. È un epic fantasy che prende ispirazione dal mondo di Dungeons & Dragons, ma senza risultare derivativo. I personaggi ti rimangono addosso, il worldbuilding è ambizioso, la storia è ricca di emozioni e colpi di scena.
E fidatevi: quando arriverete alla fine, sarà impossibile non sentire la mancanza di Mythoma.
Io sono già pronta a leggere il secondo volume: Le ceneri del potere!

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